Rally Il Ciocco 2021, i segreti della gara con Paolo Andreucci

A 20 anni di distanza dalla prima vittoria assoluta Paolo Andreucci ci parla della gara di casa

Mancano pochissimi giorni all’avvio di uno degli appuntamenti più attesi dagli appassionati di corse, il Rally del Ciocco 2021, che si appresta a entrare nella storia come l’edizione dei record per quanto riguarda il numero degli iscritti. Sono 165, infatti, gli equipaggi attesi al semaforo tra C.I.R e Trofeo che si sfideranno sui circa 95 km di prove della Garfagnana. L’organizzazione ci tiene a far sì che vada tutto per il meglio e visto che le prove saranno fruibili virtualmente, anche in diretta, ricordiamo di evitare di affollare i tratti.

Massa-Sassorosso, Careggine e Molazzana. Sono queste le 3 prove che nella giornata di sabato 13 faranno da palcoscenico per questo capitolo del Ciocco che, nonostante la situazione generale, riuscirà a mettere alla prova i concorrenti su percorsi davvero tosti.

Un nuovo inizio

Dopo le avventure in Peugeot per Paolo questa sarà una gara strategica al fine di raccogliere informazioni per lo sviluppo dei pneumatici MFR, brand che si affaccia al mondo del motorsport con mire di livello mondiale. Nei prossimi 2/3 anni sarà proprio Andreucci che gestirà una parte dello sviluppo delle coperture per le auto da corsa e non a caso il 2021 lo vede a tempo pieno nel C.I.R.T, il campionato italiano su terra, fondo che anima quasi da sempre l’80% delle prove del WRC.

Il pilota garfagnino, quindi, non sembra fare troppo caso alle sue 55 primavere e ai suoi 11 titoli italiani che, di sicuro, basterebbero per far appendere il casco al chiodo ad una lunga lista di piloti. Pochi conoscono questo rally come lui, con le strade che prima di vederlo correre lo hanno visto crescere. Abbiamo approfittato della sua esperienza per fare il punto su cosa aspetti i driver in questa edizione 2021.

Un rally che non fa prigionieri

“Il rally del Ciocco è l’appuntamento che negli ultimi anni ha sempre dato il via al campionato italiano rally – esordisce Paolo -. Amato da tutti i tifosi e rispettato dai piloti ha visto edizioni invernali ed estive, fino ad arrivare alle condizioni meteo pazze di marzo, dove qualche volta si è vista la neve. Io ho dei ricordi bellissimi di questo rally, da Franco Cunico con il 112 Abarth al mio debutto come navigatore con Riccardo Trombi.

Non è una gara facile e prima di pensare a vincere bisogna raggiungere il traguardo. Negli anni abbiamo visto lotte al vertice racchiuse in pochi secondi e quest’anno l’unico elemento che può rendere la gara più ‘semplice’ è l’assenza di prove molto selettive come Renaio e Tereglio. In generale si tratta di un rally molto tecnico e le condizioni meteo possono cambiare repentinamente o offrire scenari come i 20° del pomeriggio e i 5° della sera. L’imprevisto è dietro l’angolo e bisogna essere sempre pronti a modifiche su stile di guida e assetto”.

Programma serrato

“Tolta la prima prova del venerdì pomeriggio – continua Andreucci -, il resto del programma si condenserà nella giornata di sabato. 3 prove per un totale di 9 passaggi (qui la tabella distanze e tempi) e una più impegnativa dell’altra, nonostante il chilometraggio ridotto. Massa-Sassorosso (Sassorosso per gli amici) sarà la prima e attende tutti con lo shock della sua discesa finale dopo il primo tratto in salita largo e veloce. Il primo tratto, infatti, non presenta particolari problemi, ma gli ultimi km, quelli dopo le inversioni di Sassorosso, sono molto insidiosi visto che la strada è stretta e sconnessa, ma si raggiungono comunque velocità prossime ai 150 km/h.

Da qui si va verso Careggine, altra prova storica del Ciocco, che nel 1992 ha ospitato anche il San Remo mondiale. La prima parte non è troppo diversa da Sassorosso, anche qui la strada sale bella larga con molte curve in appoggio, ma il fondo può essere un p0′ viscido. Dopo l’inversione stretta dentro il paese di Careggine invece si cambia e si passa a un fondo parecchio sconnesso, con tanti tagli dove si può anche trovare sporto sulla strada ed è fondamentale fare attenzione. L’ultimo tratto, dopo il borgo della Croce, ritorna a essere più scorrevole e si può tornare a spingere in vista della fine in corrispondenza dell’abitato di Colle.

Molazzana chiude il loop di prove con poco più di 8 km di speciale, ma la novità è che in questa edizione la prova sarà affrontata in senso opposto. Si parte con un tratto in salita caratterizzato da parecchi tornanti e anche se la strada è molto larga ci sono delle curve lente, ma le cose cambiano dopo il comune di Molazzana. Il secondo tratto in discesa non risparmia i freni e il fondo è più sconnesso e scivoloso. Particolare attenzione da riservare all’inversione in corrispondenza del bivio con Palleroso, dove il repentino cambio di pendenza tra gli asfalti non rende semplice la manovra”.

In pista tra pochi giorni

Paolo Andreucci ha ufficializzato la partecipazione al volante di una Skoda Fabia R5 EVO 2 del team Hsport e anche se la sua uscita inaugurerà l’avventura con MFR Tyres, costruttore indiano che guarda con lungimiranza al motorsport, sarà di fatto nella mischia con tanti campionissimi. Giandomenico Basso, Umberto Scandola, Andrea Crugnola tanto per citarne qualcuno nostrano e direttamente dal mondiale rally non mancheranno Thierry Neuville e Craig Breen.

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