Funghi in Garfagnana, regole e comportamenti da osservare

 

I funghi in Garfagnana sono “esplosi” per i boschi di tutto il territorio, ma come dobbiamo comportarci se vogliamo raccogliere questi frutti?

Durante i primi mesi autunnali sono moltissime le persone che “vanno a’ funghi”, come si dice da queste parti, ma spesso ci si dimentica che per dilettarsi in questo passatempo ci sono dei comportamenti ben precisi da seguire, tra regole e buon costume. Ricordiamo che in Garfagnana la raccolta è regolamentata dalla L.R 58 2010. Vediamo, quindi, tutto quello che serve per non rischiare di incorrere in sanzioni ed evitare di recare danni alla natura.

Quando e come

  • La raccolta dei funghi epigei è consentita nei boschi e terreni non coltivati nei quali sia permesso l’accesso e non sia riservata la raccolta. Nei parchi nazionali e regionali e nelle altre aree protette la raccolta può essere soggetta a norme diverse e subordinata al possesso di autorizzazioni rilasciate dai gestori, sulla base di specifici regolamenti.
  • La raccolta può essere esercitata da un’ora prima del sorgere del sole a un’ora dopo il tramonto. In nessun caso possono essere usati strumenti (vange, rastrelli ecc) che rovinino il micelio, lo strato superficiale del terreno e gli apparati radicali della vegetazione.
  • È vietato l’uso di sacchetti di plastica. I funghi devono essere riposti in contenitori rigidi e aereati, adatti a diffondere le spore.

 

Divieti

  • È vietata la raccolta di esemplari delle seguenti specie, nel caso in cui la dimensione del cappello sia inferiore a:
    • quattro centimetri per il genere Boletus sezione Edules (porcini);
    •  due centimetri per l’Hygrophorus Marzuolus (dormiente) e per il Lyophyllum gambosum (prugnolo).
  • È vietata anche la raccolta dell’ovolo buono quando non sono visibili le lamelle.

Residenti e turisti

  • Per i primi c’è un versamento di 13 euro per un’autorizzazione valida sei mesi oppure 25 euro per un anno; questi importi sono ridotti della metà per chi risiede nei territori classificati montani ai sensi della L. 991/1952.La stessa riduzione spetta ai ragazzi, tra i 14 ed i 18 anni, che abbiano frequentato un corso di informazione ed educazione organizzato dalle amministrazioni provinciali o dalle comunità montane e abbiano ottenuto il relativo attestato di frequenza.
  • I secondi invece devono pagare 15 euro per un giorno, 40 euro per sette giorni consecutivi, oppure 100 euro per un anno. La data o l’indicazione della settimana devono essere obbligatoriamente aggiunte nella causale dopo la dicitura ‘raccolta funghi’. Per le autorizzazioni annuali la validità decorre dal giorno in cui è stato effettuato il versamento.

Limiti

Il limite di raccolta giornaliero per persona è di 3 kg a testa, salvo il caso di un singolo esemplare o più esemplari concresciuti di peso superiore. Il tetto giornaliero sale a dieci chilogrammi solo nel caso in cui i residenti nei territori classificati montani della Toscana raccolgano nel proprio comune di residenza.

Non ci sono limiti, invece, per imprenditori agricoli e soci di cooperative agroforestali che, in possesso dell’attestato di idoneità al riconoscimento delle specie fungine rilasciato dagli Ispettorati micologici, svolgano la raccolta, a fini di integrazione del proprio reddito, nella provincia di residenza.

 

Comportamenti

Ovviamente è importante non lasciare rifiuti in giro per il bosco, ma ancora più importante è conoscere le zone che si intende praticare e vestirsi con un abbigliamento adeguato. Un buon livello di preparazione fisica è sempre un aiuto e ricordatevi che se siete ad altitudini elevate le condizioni meteo possono cambiare repentinamente. Incidenti, anche gravi, legati alla raccolta dei funghi passano spesso sulle pagine dei giornali on line, per cui si raccomanda sempre prudenza e attenzione.

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