Siamo andati a “caccia” di cervi nel Parco dell’Appennino Tosco-Emiliano e le sue Riserve, per ammirare dal vivo questo spettacolo della natura
Durante il periodo a cavallo tra settembre e ottobre è facile, se si passeggia per le foreste dell’Appennino, udire il suono rauco e penetrante emesso dal maschio di cervo (Cervus Elaphus). La stagione degli amori è caratterizzata da questi richiami che servono per attirare le femmine e tenere gli altri maschi lontani dal territorio. Si tratta di versi capaci di propagarsi per kilometri e se uditi da vicino riescono a far tremare i timpani.
Il bramito
Non è difficile sentire questi richiami amorosi, più complesso è vedere i cervi mentre li emettono. Fortunatamente la Garfagnana è ricca di punti in cui poter godere dal vivo di queste esibizioni e il migliore di tutto è il Parco dell’Appennino Tosco-Emiliano, che con le riseve di Orecchiella, Lamarossa e Corfino offre molte possibilità di incontrare questi animali. La gestione è affidata al Nucleo Carabinieri Forestali Biodiversità di Lucca che gestiscono e curano questo territorio caratterizzato da una ricchissima biodiversità.
Questa è una delle zone più strategiche vista la possibilità di spostarsi in auto lungo la strada che percorre tutto il parco (per imboccare poi i vari sentieri) e la relativa vicinanza con il “capoluogo” del territorio, Castelnuovo di Garfagnana. Ci vogliono circa 20-30 minuti per raggiungere il centro visitatori e da qui gli itinerari sono innumerevoli. Per questa avventura abbiamo coinvolto l’amico e fotografo professionista Leonardo Papèra, che ci ha accompagnato nelle zone più bazzicate da questi animali.
Raccomandazioni
C’è una cosa importante che ci teniamo a sottolineare: la prima è che quando ci si immerge in contesti del genere bisgona sempre stare attenti a non distrurbare o alterare l’equilibiro dell’eocosistema. Bisogna rispettare gli animali ed evitare comportamenti pericolosi, come spargere del cibo o addirittura nutrire gli animali selvatici. Ricordatevi sempre che in questi casi siete voi gli ospiti.
L’incontro
La zona che ci sentiamo di consigliarvi è quella dei boschi che rimangono nascosti dietro la Pania di Corfino, nei dintorni dell’abitato di Campaiana. Da qui è possibile arrivare fino ai piedi del massiccio citato e godere di una vista magnifica su tutta la valle e le Alpi Apuane, la catena più aspra sul versante marittimo. Il luogo per noi è fortemente strategico visto che sia alba che tramonto (i momenti migliori per scattare) illuminano perfettamente il “palco scenico” che in questo caso è una vasta radura con pozze d’acqua dove è facile che gli animali si abbeverino.
Contro ogni aspettativa, la nostra uscita è stata molto fortunata. Dopo la partenza da Castelnuovo e i pochi passi che ci hanno fatto raggiungere lo spot individuato siamo stati letteralmente sorpresi da un giovane maschio che si affaccia da dietro una collinetta. Ci gettatiamo a terra, sembra non averci individuato ancora (siamo sotto vento). Leonardo afferra la reflex con il teleobbiettivo e comincia a scattare, ma si dimentica di attivare lo scatto silenzioso.
Lo scatto è stato realizzato con Nikon D780 e Tamron 150-600 mm F5,0-6,3 G2 a 10.000 ISO in condizioni di luce post crepuscolare
L’udito di questi animali, infatti, è molto fine e la prima raffica di foto fa immobilizzare l’animale. Dopo poco riprende a camminare, ma a questo punto siamo compromessi e dopo una seconda raffica il cervo capisce che c’è qualcosa di strano intorno a lui. Batte in ritirata guardandoci un’ultima volta prima di scomparire.
Incredibile descrivere l’intensità di quegli attimi. Una volta rivisto il filmato ci siamo resi conto che il tutto non è durato più di due minuti, ma ripensandoci è come se il tempo si fosse fermato. Forse è questo l’aspetto più bello di un’esperienza del genere: sapere di avere la civiltà a pochi km di distanza, eppure percepire quell’intimità profonda con la natura selvaggia di fronte ad un animale che, magari, non ha mai incontrato un essere umano.
Una serie dedicata alla natura?
Dopo questo incontro abbiamo cominciato a pensare ad una serie di video dedicati alla fauna della zona. Dopo la chiacchierata con Lorenzo Shoubridge è chiaro quanto sia fondamentale un argomento come questo per la promozione e la valorizzazione del territorio. Pensate le potenzialità di un contenuto che dimostra come partendo dalla piazza di un centro abitato (in questo caso distante meno di un’ora da una città come Lucca) si raggiunge una zona incontaminata, spiegando come sia adatta alle esigenze di un fotografo naturalista in cerca di avventura o di una famiglia che cerca un luogo dove passare un fine settimana in completo relax. Prossima sfida? Che ne pensate di vedere da vicino la regina dei cieli di Apuane e Appennino?
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