Idee, dubbi, paure e coraggio. Quanto ci è voluto per realizzare il manifesto della Garfagnana
In principio non era questa l’idea originale. Siamo partiti raccogliendo un po’ di foto fatte durante i weekend in montagna tra amici. Volevamo solo far vedere a tutti quanto fosse bello quello che c’è fuori dalle porte delle nostre case, spesso e volentieri poco considerato da chi abita qui, che, secondo noi, dovrebbe conoscere vita morte e miracoli della terra che una volta ha salvato la vita a tutti.
Poi, l’ispirazione. Di fatto nel mondo digitale si dice che ci siano due tipi di persone: quelle che cercano l’idea nel lavoro degli altri (amatori) e quelli che si alzano e fanno scuola (professionisti). In questo senso vogliamo umilmente considerarci nella prima categoria, visto che la lampadina si è accesa durante il lancio della GoPro Hero5, la nuova action cam del momento (settembre 2016) a cui il marchio dedica come da tradizione un video di lancio per promuoverla.
Musica, editing e tutto il resto ci colpirono come poche altre cose, ma soprattutto il pensiero che ci balenò in mente fu: “questa potrebbe essere la Garfagnana”.
Ecco cosa ci voleva, un manifesto per dimostrare non solo quello che c’è fuori dalle porte di cui accennavamo, ma, soprattutto, quello che si può fare. Ed è qui che inizia la danza tra sabati, domeniche, feste, albe, tramonti, stagioni, anni che ci ha portato dove siamo arrivati oggi. Ci sembra incredibile, un piccolo click per l’uomo e un enorme balzo in avanti per l’intero territorio.
Badate bene, però, niente è stato facile o scontato e non ci aspettiamo che qualcuno venga a dirci grazie. Il video che trovate qui è, per il momento, la nostra interpretazione della Garfagnana.
Sassolini dalle scarpe
Da sapere, prima di tutto, c’è che questo è un posto dove il tempo si è fermato davvero, soprattutto se parliamo di visioni, di idee e quindi di mentalità. I social ormai fanno parte della nostra vita da tempo, purtroppo/perfortuna, la comunicazione si evolve, continuano a dire che i giovani siano il futuro, ma tutto quello che vediamo ci sembra lo stesso teatrino da due soldi.
Il problema è che di soldi lì dentro se ne muovono assai e purtroppo non sempre (quasi mai) vanno nella direzione giusta, specialmente se si parla di promozione. Non vogliamo puntare il dito contro nessuno o fare riferimenti particolari, ma tra le cose che non ci sono andate giù ce n’è una in particolare.
Non molto tempo fa c’è stata la nascita di un organo, tramite autocostituzione, dove le persone decidono come utilizzare per il turismo le risorse che arrivano dal turismo stesso. Non ci vogliono lauree per essere inclusi, basta soltanto “manifestare interesse per l’argomento”, dato che chi siede a quel tavolo non percepisce compenso alcuno. Era l’inizio del 2019 quando questo organismo è nato nel nostro comune e se non andiamo errati i mezzi di comunicazione per rendere partecipi i cittadini di questa occasione non mancavano (post su Facebook? Mai senti?). Invece tutto questo si venne a sapere ben dopo che i giochi erano fatti. Che peccato.
La lunga attesa
La pazienza è la virtù dei forti si dice. Ditelo a noi quando per realizzare le riprese dell’altalena sul Monte Forato abbiamo aspettato più di un anno e 7 ore dentro la nebbia. 26 maggio 2018, partiamo presto la mattina per arrivare in vetta e allestire in tutta calma, se non fosse che ad attenderci in cima ci sono nubi nere e qualche tuono in lontananza. Con queste condizioni in montagna non c’è da scherzare, tutto può cambiare nel giro di pochi istanti. Meglio riprovare. Torniamo a valle, dunque, consapevoli che il monte rimarrà dov’è, ma all’oscuro del fatto che il prossimo tentativo sarebbe arrivato il 16 agosto 2019.
In pochi giorni mettiamo insieme la squadra per portare a casa quello che ci serve tra foto e riprese. Ad accompagnarci ci sono Lorenzo Pasquini, Lorenzo Tardelli e Alessandro Grandini, che ci hanno permesso di svolgere il tutto in sicurezza. Il meteo si riconferma per la seconda volta nostro grande nemico. Arriviamo in vetta alle ore 10 e nonostante le condizioni buone in tutta la valle, una volta di fronte all’arco siamo investiti da un fronte di nuvole che non ci permette di vedere pochi metri più avanti di dove siamo. Il sole è pochi metri sopra le nostre teste, ma è come se non ci fosse.
Rinunciare anche stavolta costerebbe troppo, visto l’arrivo della brutta stagione. L’unica cosa da fare è aspettare. I minuti diventano ore e a volte il velo si dirada permettendo a qualche timido raggio di raggiungerci. A poco a poco capiamo che avremo una finestra microscopica per operare e così decidiamo di tenerci pronti. Sono le ore 16:55:21 quando avviamo la registrazione sulla nostra Go Pro. In quel momento, tutta la fatica, l’angoscia, la frustrazione di quel periodo passato ad aspettare la nostra occasione sembra sparire per sempre.
Questo sfasamento è di sicuro uno degli aspetti che ci ha colpito maggiormente durante il nostro viaggio. Non stiamo mettendo in dubbio le leggi della fisica, un giorno è sempre durato 24 ore, ma non sempre è stato possibile farne tesoro. Se l’unico tempo libero che avete a disposizione è quello durante il weekend e ci sono mille fattori tra voi il vostro obiettivo (meteo in primis) non è affatto scontato che riusciate a portare a casa quello di cui avete bisogno alla prima occasione e in questo senso è possibile che dobbiate aspettare giorni mesi e oltre prima di poter trovare tutto al suo posto.
Da qui dovremmo imparare a non dare mai niente per scontato, fare tesoro di tutte le possibilità che ci vengono offerte e impegnarci al massimo per ottenere dei buoni risultati. A proposito, lo sapete che è dall’inverno 2017/2018 che sulle Alpi Apuane non ha nevicato abbastanza da permetterci di recuperare il materiale per lo sci alpinismo? Tempo al tempo.
Pensate di conoscervi bene? E invece non sapete mai abbastanza di voi. A settembre 2019 aggiungiamo uno degli ultimi pezzi al nostro puzzle multimediale, relativo ad una delle attività cardine da praticare in Garfagnana: l’equitazione. Eh sì, questo territorio è un paradiso per gli amanti delle attività equestri e non inserirli sarebbe stato un grave errore, ma quanta fatica. Non tanto per la logistica o la difficoltà nel raggiungere una location, quanto per il fatto che qualcuno di noi ha scoperto che i cavalli lo mettono un po’ a disagio. E il nostro amico di cavalli in vita sua ne aveva già visti, però non così da vicino.
“L’impressione è stata davvero strana – si confessa a telecamere spente -, sono un grande amante della natura e degli animali e i cavalli sono sicuramente tra gli esseri più eleganti che ci siano nel regno animale, solo che quando me li sono ritrovati a due passi, béh la sensazione non è stata delle migliori. Uno era talmente grande che avrebbe potuto schiacciarmi per sbaglio senza accorgersene e in generale c’era poco feeling.
Mi sembrava mancasse quella confidenza e quell’empatia che con altri animali si crea quasi istantaneamente. Ad esempio un cane, per natura, è molto più incline ad avere un comportamento scontroso, vuoi perché avete sconfinato nel suo territorio o altro, ma basta un’annusata e calma da parte vostra che in un secondo è a terra per farsi accarezzare. Il cavallo è diverso o almeno questa è l’impressione che ho avuto io. Direi che se fosse una persona sarebbe una di quelle da non assillare troppo ecco, ma continuo ad ammirarli ed ammirare le persone che se ne prendono cura come figli.”
Voi non c’eravate ma chi era presente quel giorno ha sicuramente raccontato una bella storia agli amici, e alla fine abbiamo portato a casa quello che ci serviva, tra i piccoli imprevisti e difficoltà superate sul momento. È proprio vero che non bisogna mai dare nulla per scontato.
Probabilmente ci vorrebbe un film per farvi capire quello che abbiamo passato, sopportato, sfidato e altro ancora. Alla fine, però, l’unica certezza è che ne siamo usciti proprio come ci eravamo entrati: insieme. Per certi versi, se vogliamo, anche più numerosi di prima, ma crediamo che la cosa più bella di questo percorso sia stato fondere le competenze di ognuno per forgiare qualcosa di nuovo da cui a sua volta tutti noi abbiamo potuto imparare. E vogliamo che sia questo a farci andare avanti, progredire, migliorare e distinguerci. Perché mai come oggi il mondo ci pone davanti delle sfide spaventose quanto a portata e conseguenze. Avere le capacità per fronteggiarle è fondamentale per la sopravvivenza.
Salvo sorprese, non dovremmo più esserci per quella data e pace all’anima nostra. Ora, però, è qui che si fa la differenza. Riflettete su quante volte il comportamento dell’uomo si pieghi al limite temporale che lo contraddistingue e quante delle sue azioni siano in parte giustificate dalla consapevolezza che ad un certo punto, di qualunque tema si parli, non sarà più un suo problema.
Provate a pensare per un attimo se 30 anni fa qualcuno avesse avviato un progetto del genere, ci si fosse dedicato, l’avesse fatto crescere ed evoluto. La storia con i se e i ma non si fa, vero, (noi la faremo agendo) ma immaginare non costa niente. E in un contesto simile pensiamo a 100 e passa opportunità in più per chi, giunto ad un certo punto, decidesse di impegnarsi sul territorio e ancora pensiamo a tutto il benessere che potremmo avere oggi, senza dover dire più ai figli “qui non c’è niente” e costringerli ad andarsene chissà dove.
Ecco dove abbiamo trovato la motivazione. Motivazione che adesso non vediamo, ancora non la tocchiamo; ma se chiudiamo gli occhi è lì di fronte a noi, sta solo aspettando l’impegno, la volontà e il coraggio di chi è disposto a cambiare le cose.
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