Garfagnanadream.it, ecco il dietro le quinte del progetto

I protagonisti del progetto e del sito web che porta la Garfagnana nei salotti di tutto il mondo

L’idea su cui tutto poggia è semplice: possiamo scoprire quello che c’è in un remoto angolo del Giappone o dell’America dal nostro smartphone, perché non poter fare la stessa cosa con la Garfagnana da questi due paesi, per esempio? Oggi i servizi di consegna a domicilio delle grandi e medie città ci mettono di fronte la scelta da fare comodamente dal divano.

Non importa se sia una pizza, un piatto messicano, sushi o altro, ognuno può vedere prezzi, quantità, fotografie, recensioni e scegliere quello che fa per lui. Stessa cosa con l’offerta turistica e tutto quello che le ruota intorno, dando la possibilità ai visitatori di capire come è fatto e cosa offre il territorio, quali sono le attività praticabili e dove, cosa mangiare e così via.

Ci dispiace deludere chi si aspettava di trovare un ente per la promozione del territorio, un’agenzia di comunicazione con esperienza decennale o altro, ma la verità è che dietro tutto quello che vedrete tra 5 giorni ci sono alcuni ragazzi mossi dalla passione per il loro territorio e dalla voglia di dimostrare che il turismo può e deve essere una risorsa per garantire stabilità e certezza a chi sul e con il territorio ci lavora e investe. Percorsi di studi agli opposti in certi casi e occupazioni distanti dal tema sviluppato per questo progetto, tanto grande quanto faticoso e vissuto in ogni sua parte.

Weekend, festività, notti interminabili spese a tracciare la rotta per la realizzazione del sito e del piano multimediale che lo accompagnerà nel corso del tempo. Quanto ci è voluto? Tanto, se si considera che il tutto è partito durante una domenica di novembre del “lontano” 2016, con la conclusione dei lavori arrivata a febbraio 2020. Ognuno dei partecipanti sapeva che il tempo sarebbe stato il peggior nemico del progetto, ma un altro punto da dimostrare era l’impegno economico necessario per realizzare il tutto, spesso usato come scusa da parte delle istituzioni per non agire.

I costi complessivi in poco più di 3 anni non hanno superato quota 5.000 euro e le spese più ingenti sono state quelle relative all’insieme degli spostamenti e dell’attrezzatura (un drone commerciale DJI e la più famosa delle action cam, la GoPro Hero 5).

Del resto i progressi della tecnica relativi a questi strumenti consentono di ottenere risultati professionali o comunque più che validi per contenuti di tale genere. Le scelte in questione, quindi, nascono anche dalla volontà di dimostrare la relativa semplicità che ci SAREBBE nella creazione di un progetto del genere se a disposizione ci fossero tempo, risorse e finanziamenti da dedicargli (come succede in molte altre realtà italiane).

Il team di lavoro si è diviso su due fronti: la squadra sul campo ha ininterrottamente raccolto materiale per la creazione del video manifesto, ispirato al contenuto di lancio della GoPro dell’autunno 2016, e successivamente è stato raggiunto dalla coppia che ha lavorato al PC per creare la struttura capace di ospitare tutto quello che si vedrà tra 5 giorni.

View Comments (2)

  • Immagini meravigliose, professionalità,ma soprattutto freschezza,entusiasmo ed amore per la nostra terra: bravissimi!

  • Tutto ciò che avviene in Garfagnana e media valle .storia ecologia economia natura turismo ecocompatibile e una risorsa per tutta europa
    Giovani garfagnini imparate le lingue sviluppate startup nella valle .non fatevi comprare da altri europei che la fanno poi da padroni sovvertendo le nostre leggi .!!

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