METATO: il docufilm sulla secolare tradizione della castagna in Garfagnana

Storia di un tempo in cui i frutti della terra e l’olio di gomito sfamavano intere famiglie e comunità

Fatiche che oggi sembrano impensabili per la nostra generazione, ma che una volta erano all’ordine del giorno se si voleva trovare qualcosa da mangiare a tavola. In questo docufilm ci concentriamo sulla tradizione del metato, attorno alla quale orbita la storia della castagna. Un frutto del bosco che con tutta probabilità ha salvato un’intera generazione.

Si tratta di uno dei corti che speravamo di aggiungere all’archivio il prima possibile, visto che sono più pochi i metati attivi in Garfagnana e le persone come Alfonso Bravi che se ne occupano da quando erano ragazzini. E per i ragazzini di domani abbiamo pensato di congelare questa tradizione e la sua storia in un documento digitale che riuscisse a spiegare i perché e le dinamiche di gesti quasi incomprensibili ai nostri occhi oggi. Nel video trovate tutto quello che dovete sapere e dato che non volevamo dilungarci con troppe parole vi lasciamo alcuni cenni sulle cose più importanti.

Il metato

O anche conosciuto con il nome di seccatoio è la struttura che permette di portare la castagna allo stato che precede la macinatura. Si tratta di modeste casupole con forma rettangolare lunghe 5 metri e larghe 4. Tutte si sviluppano su due piani, quello inferiore dove c’è il fuoco per mantenere una temperatura adatta a far evaporare l’umidità e quello superiore dove vengono stoccate le castagne per il periodo necessario a essiccarle.

Ci sono alcuni criteri da rispettare durante la preparazione: come i ciocchi di legno quanto più possibili secchi per il fuoco, la pula (buccia secca della castagna) per contenere la fiamma, il livello di castagne al piano superiore e altro ancora come vi spieghiamo nel video in apertura.

Ieri e oggi

La castagna, nelle zone di montagna come la nostra, è oggi protagonista di molte feste paesane che vanno in scena nel periodo autunnale. Questo prodotto e i suoi derivati vengono declinati in svariate ricette e in tutti i casi si tratta di momenti di festa e spensieratezza. Tali eventi sono anche ottime occasioni per visitare i piccoli borghi abbarbicati sulle montagne del territorio, che fanno da palcoscenico per le varie manifestazioni.

Ma questo frutto del bosco non ha sempre avuto una connotazione come quella odierna. Una volta il suo significato era sopravvivenza. Ancora prima dei grandi conflitti mondiali, la castagna era il carburante che permetteva a persone e animali di superare un momento difficile come l’inverno. Non conosciamo nel dettaglio le origini sulla pratica dell’essiccazione nei metati, ma è chiaro come il tutto sia nato dall’esigenza di sfruttare al massimo questo abbondante dono della terra. La farina di neccio, come si chiama da queste parti, è famosa per la sua malleabilità, adattabilità a più ricette e non è un alimento difficile da conservare.

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