Webcam Panomax su Alpi Apuane e Appennino, una nuova oppurtunità per la promozione del territorio

Avete presente le webcam che ci sono oggi sul nostro territorio? Ecco, dimenticatele e preparatevi a ricominciare daccapo

Per contestualizzare al meglio il tema che proponiamo in questo articolo bisogna rispondere prima ad una domanda: cos’è una webcam? Bèh, semplice, direte voi, una webcam è un apparecchio che permette di vedere tramite immagini da pc o smartphone un posto distante. Vero, ma se una webcam fosse anche altro? Concettualmente, infatti, la definizione riportata sopra corrisponde a una visione, per noi, un po’ “antica” e limitata di questa tecnologia. Oggi, per il livello di qualità che offrono e per come sono collocate qui in zona, le utilizziamo esclusivamente per capire in che condizioni sia la strada (webcam San Pellegrino in Alpe) o quanta neve ci sia nei paraggi del rifugio Rossi (webcam rifugio Rossi). Se, però, fossero molto più di questo?

Cosa può essere una webcam?

Abbiamo fatto due chiacchiere con Renato Riva, CEO di Splenditaly e Italy Country Manager per Panomax, un’azienda che ha portato il concetto di webcam a un altro livello. Questi sistemi, infatti, possono contare su tecnologie moderne e molto sofisticate, capaci di offrire immagini a 360° con risoluzione fino a 140 mega pixel e video in 4K, anche di notte. Per capire di cosa stiamo parlando vi lasciamo QUESTO LINK dove poter vedere la qualità e il dettaglio restituiti da tali apparecchiature.

Noi ci siamo imbattuti in queste soluzioni semplicemente navigando su Instagram e ci è bastato un attimo per capire come webcam del genere possano essere un enorme valore aggiunto per la promozione del territorio. Pensate a una di queste sistemate sulla Pania della Croce ad esempio; pensate all’utilità per i fotografi di Lucca, Pisa, Firenze, Versilia ecc di poter monitorare le condizioni a inizio giornata e decidere se salire per portarsi a casa uno scatto mozzafiato. Pensate, poi, al puro spettacolo di poter vedere da casa albe e tramonti passando dalle montagne dell’Appennino e tutta la valle fino al mare della costa. Un modo per avere la Garfagnana sempre con sé, per farla conoscere agli amici di fuori, per godersi momenti unici anche quando impossibilitati e permettere agli utenti (i turisti di domani) di dare un’occhiata a quanto di bello questo territorio abbia da offrire.

Come nasce l’idea

“Tutto è partito da un ingegnere austriaco che ha lavorato per qualche tempo in Sony – ci spiega Renato -. A lui si sono uniti altri esperti nel settore delle immagini a rotazione e insieme hanno fondato Panomax una decina di anni fa. Oggi questa realtà che collabora attivamente tra Austria, Svizzera e Italia dà la possibilità di vedere panorami spettacolari in buona parte del nord Italia. Considerate che arriviamo fino a 3.500 metri di quota e lavoriamo con molte realtà che vedono nel turismo la loro principale fonte di reddito”.

Tecnologie e modelli

“La nostra azienda – prosegue Riva – mette a disposizione più di un tipo di webcam. Si tratta di apparecchi che nella loro interezza arrivano a 6 kg di peso e includono la camera, motore per la rotazione, sistema internet per la trasmissione dei dati, ventole, riscaldatori per l’inverno e l’hausing. Le ultime arrivate in casa sono le GEN 4, modelli che riescono a registrare video a 4K anche di notte e contano su fotocamere mirrorless Fuji riviste dai nostri tecnici per poter offrire scatti a 360° che arrivano fino a 140 mega pixel.

Le GEN 3 sono il modello che stiamo rimpiazzando con le macchine appena citate, ma non per questo sono scadenti, anzi! Anche in questo caso abbiamo la possibilità di avere i 360° di rotazione, immagini da 70 mega pixel e video in full HD. La gamma è composta anche da modelli più tranquilli con 110 gradi di rotazione, ma comunque capaci di scattare foto sia di notte che di giorno, mantenendo le funzioni di time-lapse e archivio delle sorelle maggiori. Ci sarebbe anche un altro modello, ma le potenzialità di resa quanto a promozione del territorio non è la stessa di quelli illustrati”.

I prezzi

La qualità sì paga, ovvio, ma a Renato non abbiamo chiesto quanto sarebbe il costo, bensì l’investimento. “Con i nostri sistemi si parte dai 12.500 euro delle GEN 4, che al momento stiamo promuovendo a 10.500 euro con 2 anni di garanzia, ovvero il prezzo di partenza delle precedenti GEN 3. Queste ultime sono già state dismesse da alcuni clienti e possono essere acquistate per 3.500 euro con 1 anno di garanzia. A ciò bisogna aggiungere i 900 euro di costo d’installazione e il canone annuale per 35.000 fotografie che va dai 2.140 euro delle GEN 4 fino ai 1.908 delle GEN 3”.

Collaudate sul Monte Bianco

“Le nostre webcam temono poche cose, resistono a venti oltre i 200 km/h e possono operare a molti gradi sotto zero (-20/-30).  Grazie ai riscaldatori, poi, anche la galaverna e il ghiaccio non sono un problema. Molti degli impianti sciistici con cui lavoriamo ci dicono che anche nelle condizioni più dure tengono botta e se a oggi non hanno dato problemi nemmeno sul monte Bianco a 3.500 (GUARDA LA WEBCAM) metri di quota, diciamo che si può stare piuttosto tranquilli in generale. Le statistiche, poi, indicano che i fulmini colpiscono 1 telecamera su 50″.

Le nostre considerazioni

C’è poco da aggiungere a dire il vero e chiunque dopo aver visto le immagini di questi sistemi capirebbe istantaneamente le potenzialità a livello di promozione del territorio. Se parliamo di numeri non sono di certo briciole, vero, ma la qualità si paga, si è sempre pagata e sempre si pagherà. Sarebbe una meraviglia avere 2 o 3 di queste sulle Apuane e altrettante sull’Appennino per digitalizzare ancora di più il territorio e offrire la possibilità a tutto il mondo di vedere con i propri occhi quanto la natura ha da offrire qua da noi. Ah! Per i bastian contrari che si attaccheranno alla scusa dell’impatto ambientale, siete mai stati in una cava di marmo? Avete mai sentito la melodia dei macchinari e della montagna che si sgretola? E poi dai, nel 2021 non si riuscirebbe a trovare il modo di camuffare tutto il sistema alla perfezione integrandolo con il resto del paesaggio?

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