Isola Santa, la perla delle Apuane | Alle Origini della Garfagnana EP.4

Ultima puntata della prima stagione per conoscere alcuni dei luoghi di maggior interesse storico-culturale in Garfagnana

Il quarto episodio della nostra fortunata serie ci porta nel cuore delle Alpi Apuane, ai piedi di massicci come il Pizzo delle Saette e il Sumbra, per vedere da vicino la piccola e suggestiva porzione di terra che ospita uno dei borghi più famosi della Garfagnana. Stiamo parlando di Isola Santa, il fiabesco abitato che si affaccia sulle acque color smeraldo del bacino artificiale che ha profondamente influenzato la sua storia. La nostra guida Virginia Fabbri, vi portiamo a fare un tour virtuale; mettetevi comodi e guardate il video. Vogliamo anche ringraziare il partner di questo episodio Ceragetta Resort, un punto di riferimento per l’accoglienza e la ristorazione in questo luogo, che vi aspetta tutto l’anno a pochissimi minuti dal borgo sul lago.

Posizione strategica

Molto probabile è che le origini di Isola Santa siano legate direttamente alle sue coordinate geografiche. Questa valle,  infatti, è stata fin dall’inizio l’alternativa più facile per raggiungere le coste della Versilia, ancora prima che la Via Vandelli fosse costruita. I primi insediamenti sono antichissimi, ma se ne sente parlare per la prima volta in una bolla del 1260, dove viene riportato dell’esistenza di un “hospitale” che accoglieva i viandanti che attraversavano le Apuane passando per la Foce di Mosceta per recarsi dalla Versilia alla Garfagnana o viceversa.

La diga: croce e delizia

Nel 1949 viene costruita la diga per lo sfruttamento idroelettrico delle acque della Turrite Secca. Hanno così origine i problemi di stabilità per l’abitato dovuti alle grandi escursioni giornaliere imposte dalla società elettrica di allora (la Selt Valdarno) al livello del lago. Questa situazione viene risolta alla fine degli anni sessanta, ma intanto lo spopolamento è avvenuto e danni irreparabili sono stati fatti. Per saperne di più leggete l’articolo storico a cura di Paolo Marzi.

Related Post
Leave a Comment
Recent Posts