Alla conquista del Pisanino con piccozze, ramponi e -15 c° [VIDEO]

Le condizioni meteo perfette hanno reso possibile affrontare i 900 metri di dislivello dal rifugio Val Serenaia fino alla vetta del tetto delle Apuane

14/02/2021. Mattina presto. Un gruppo di ragazzi si prepara ad affrontare il canale Sambuco del monte Pisanino, la vetta più alta della catena che separa la Garfagnana dalla Versilia. La giornata è fredda, con temperature che scendono di parecchio sotto lo 0 e le condizione della neve sono ottimali per salire da questa via.

A guidare la “spedizione” c’è Cristian Del Checcolo, esperto alpinista locale che conosce bene queste montagne e le sorprese che possono riservare. Per prima cosa, infatti, ci teniamo a ricordare a tutti che queste montagne (soprattutto d’inverno) sono riservate a alpinisti di livello medio-alto e attrezzati per le situazioni più estreme. Anche sui percorsi meno complessi e più scontati è sempre necessario un minimo di preparazione, oltre a calzature adatte e all’occorrenza ciaspole o ramponi.

Chi è il Pisanino

Conosciuto come il re delle Apuane è una delle vette più insidiose di tutta la catena e anche d’estate ci vuole molta attenzione, visto che i percorsi che portano alla sommità sono esposti e richiedono un minimo di competenze. D’inverno bisogna sempre tenere conto del meteo, soprattutto se si sale dal lato sud-est come in questo caso. Solo temperature rigide possono garantire condizioni adatte alla salita e i -15 c° registrati quel giorno hanno fatto sì che il manto rimanesse compatto anche durante la discesa, quando il sole bacia questa sponda del monte.

Come è andata?

Questa parte di salita ha un grado di difficoltà compreso tra AD + e D – e si possono trovare pendenze che arrivano a 70 gradi. La parte più complicata è quella centrale, dove ci sono alcune porzioni di roccia scoperta e quindi bisogna prestare particolare attenzione a come si usano piccozze e ramponi. In totale i metri di dislivello sono 900, se si considera come punto di partenza il rifugio Val Serenaia a 1060 metri. Con queste condizioni la squadra è riuscita ad ultimare la salita in circa 4 ore. Una volta terminata la scalati il gruppo si è ritrovato direttamente sulla sommità del Pisanino e non è stato necessario percorrere la cresta che si fa di solito venendo dal canale delle rose, un altro percorso praticabile per raggiungere la cima.

Vista unica

Una volta raggiunta la cima ci si ritrova faccia a faccia con le alture che incorniciano questo antichissimo bacino glaciale. Il Grondilice è sicuramente l’unico capace di rivaleggiare quanto a imponenza con il Pisanino da questa parte della Valle, ma a svettare è anche il Pizzo d’Uccello, che da qui mette in mostra la sua forma piramidale.

Anche lato Appennino la vista regala discrete soddisfazioni, con la catena che ci separa dall’Emilia completamente imbiancata a filo e lo splendido lago di Gramolazzo color verde smeraldo. In basso a destra si vede molto bene anche il paese di Gorfigliano. “Per me è la prima volta quassù con queste condizioni, – commenta Nicola Manfredi, Technical Manager di Garfagnanadream.it – gli sport invernali mi stanno molto a cuore, così come tutte le attività connesse alla neve. Non è stata una passeggiata conquistare la vetta e solo provando esperienze del genere ti rendi conto del perché queste montagne vengano chiamate le piccole Dolomiti. Vorrei ringraziare Cristian e Alessandro per avermi offerto questa possibilità e a tutti gli esperti dico che questa è sicuramente una salita da mettere nella propria collezione.”

Inverno, una risorsa da sfruttare

Abbiamo scambiato due chiacchiere con Cristian in merito alle potenzialità che ci sono a livello turistico con un ambiente del genere e non ci vuole molto per capire che con queste condizioni le Apuane sarebbero una vera miniera per il turismo e gli operatori. “Ovviamente queste non sono condizioni che si presentano puntualmente ogni anno – spiega Cristian -, ad esempio l’ultimo inverno con tanta neve da permettere di praticare queste attività risale al 2017. Non per questo non bisogna valorizzare la montagna al di fuori dell’estate. Anche se in questi contesti è aperta a un pubblico ristretto di professionisti, infatti, bisogna considerare che in tutta la Toscana e in questa zona d’Italia sono le uniche montagne che permettono di vivere esperienze simili a quelle delle Alpi nel nord del paese.”

Un concetto che ci sta particolarmente a cuore, ovvero quello di rendere il territorio appetibile e attraente 365 giorni l’anno, sfatando il mito de “la stagione” che negli anni si è radicato in questa zona contrastando lo sviluppo di un turismo continuo durante tutto l’anno, più spalmato e che permettesse agli stessi operatori di gestire meglio i flussi, con la possibilità di organizzare meglio il lavoro.

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